GLI AFFRESCHI NELLA CHIESA S. MARIA DEL CASTELLO


Questa piccola raccolta vuole essere uno stimolo per visitare la bella chiesa e monumento nazionale, eretta probabilmente già nel corso del primo millenio. Presenta una serie di affreschi assai interessanti quanto a soggetto e tecnica pittorica, eseguiti probabilmente dalla bottega di Cristoforo e Nicolao da Seregno attorno al 1470.

FASCIA SUPERIORE: LE SCENE DELLA PASSIONE DI CRISTO
 

FASCIA DECORATIVA
DI MEZZO

 

FASCIA BASE:
IL CICLO DEI MESI

 

AFFRESCO SULLA FACCIATA PRINCIPALE
 

AFFRESCHI SULLA PARETE MERIDIONALE

 

 

 

 

FASCIA SUPERIORE: LE SCENE DELLA PASSIONE DI CRISTO

 

Trasporto della croce:

L
'imputazione davanti a Pilato si trasforma in un susseguirsi di sequenze narrative fino al trasporto della croce.


 

Crocifissione:  
Cristo crocifisso affiancato dai due ladroni.

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FASCIA DECORATIVA DI MEZZO

San Giorgio:  
Nella Lotta di s. Giorgio col drago il giovane cavaliere trafigge con la sua lancia il capo del mostro di Gilena che è disteso sotto il cavallo bianco e libera con ciò la principessa che trattiene al guinzaglio il drago per trascinarlo via.
San Martino:  
S. Martino a cavallo taglia in due con la spada il mantello per dividerlo con il mendicante.
I sei santi:  
I sei santi, (parte sinistra) a grandezza quasi naturale, si presentano frontalmente, nell'atto di benedire e mostrando gli attributi che li caratterizzano.
L'adorazione dei Magi:  
Con l'Adorazione dei Magi  (parte destra) inizia la storia della vita di Cristo. L'Epifania rappresenta il riconoscimento del vero Re da parte dei sovrani di questo mondo. Presso tale rappresentazione doveva trovarsi un tempo l'altare dei Re Magi.

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FASCIA BASE: IL CICLO DEI MESI

Il ciclo dei Mesi ha una grande tradizione nell'antichità classica e nella decorazione delle cattedrali. Nel primo caso si tratta di rappresentazioni astronomiche e di segni zodiacali; nel secondo si riscontrano cicli rappresentanti attività profane, in cui i soggetti riflettono sempre più schemi fissi. Nei codici miniati gotici a partire dal 1400, le rappresentazioni di scene di vita contadina e cavalleresca godono di vasta diffusione come immagini da calendario.

 

Gennaio:  
Riscaldarisi e mangiar bene sono temi antichi legati al mese di gennaio.
Febbraio:  
La preparazione dei pali di sostegno per la vite è soggetto frequente nella tradizione dei cicli pittorici italiani.
Oggigiorno la vite non si spinge fino a Mesocco, ma non è escluso che vi fosse coltivata in epoca medieovale.
Marzo:  
Il giovane simboleggia l'aria di rinnovamento e di risveglio; la sua capigliatura mossa rappresenta i venti del mese e le bufere dell'equinozio.
Aprile:  
Il mese annuncia la primavera incutendo nel cuore un bisogno di compagnia e di affetto.
Maggio:  
Mese di transizone e di riposo, in cui vengono coronati i sogni d'amore.
Giugno:  
Dopo la parentesi amorosa il calendario riporta d'attualità le fatiche rurali con la fienagione.
Luglio:  
Con la raccolta del grano l'annata raggiunge il culmine della sua fecondità.
Agosto:  
L'agosto è mese che godeva di pessima fama: mese di fabbri, languori, calori eccessivi, malaria.
Settembre:  
Scena legata alla vendemmia, tradizionale rappresentazione del mese di settembre
Ottobre:  
Dopo una certa data ai poveri era concessa la libera raccolta delle castagne, risorsa di primaria importanza nell'alimentazione tradizionale.
Novembre:  
La macellazione del maiale costituisce un tipico tema che caratterizza il tardo autunno.
Dicembre:  
Unita a quella di maiale, anche la carne di bue permette di garantire scorte sufficienti onde affrontare i rigori dell'imminente inverno.

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AFFRESCO SULLA FACCIATA PRINCIPALE

San Cristoforo:  
S. Cristoforo,l'immagine colossale del santo, protettore da morte improvvisa, incidenti e pericoli, soccorritore di pellegrini e viandanti, qui rivolto verso il castello, appare in una posizione ieratica e rigidamente frontale.

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AFFRESCHI SULLA PARETE MERIDIONALE

La Trinità:  
La Trinità: Dio Padre, in trono, sostiene il Figlio crocefisso, rappresentato in scala minore; manca la colomba dello Spirito Santo. Il sacrificio di Cristo, attraverso il Padre che indica il Figlio agli uomini, viene interpretato quale mezzo di espiazione per la loro redenzione.
Ultima cena:  
Ultima Cena. Frammento, originariamente lungo m 6, scoperto nel 1923, è molto danneggiato. Sono conservati cinque Apostoli seduti alla mensa eucaristica con nobili e pacati gesti.

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